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Riabilitazione

Riabilitazione

Riabilitazione

In questo tipo di intervento si utilizzano tecniche specifiche mirate al superamento delle condizioni di “handicap” sociale determinato da deficit funzionali e/o organici, da patologie invalidanti, da malattie genetiche o da disturbi del comportamento.

L’intervento musicoterapico è particolarmente efficace nei disturbi specifici dell’apprendimento propri dell’età evolutiva; nei casi delle patologie degenerative dell’età senile rappresenta uno dei metodi non farmacologici maggiormente efficaci nel rallentare significativamente il processo di deperimento delle cellule nervose.

I messaggi veicolati dalla musica oltre che  stimolare i processi della programmazione motoria e della rappresentazione mentale delle varie parti del corpo, utilizzando gli schemi spazio/temporali propri dei processi cognitivi, convertono in immagini i percetti depositati nella memoria affettiva dell’utente che vengono comunicati al musicoterapista attraverso i suoi gesti musicali fornendo a se stesso e all’operatore il materiale su cui intervenire per definire le strategie di recupero.

Tali strategie, sviluppando le capacità espressive e comunicative danno voce al disagio e recuperano la fiducia dell’utente nelle proprie capacità nell’attivare pensieri e comportamenti socializzanti.

Negli interventi di riabilitazione afferenti l’area delle patologie dell’età’ evolutiva, il trattamento sarà preceduto da un colloquio approfondito con i genitori ed avverrà in coordinazione con le figure sanitarie che tengono in cura il bambino e con le strutture sociosanitarie che sono state interessate al caso.

FINALITA’

l’intervento si propone di stimolare e sviluppare schemi di comportamento motorio o relazionale e di pensiero che possano rendere più efficace l’intervento terapeutico sia

di recuperare i residui funzionali senso/motori e/o cognitivi, l’autonomia del soggetto e la sua integrazione nel contesto sociale.

TECNICHE

Esse tendono ad influire in positivo sullo “standard” delle dinamiche relazionali, basate normalmente su schemi di pensiero e comportamento intimamente connessi ad attività quotidiane atte a garantire un livello di vita piuttosto povero sebbene compatibile con le minime richieste vitali sia individuali che sociali; a ricostituire il sé espressivo attraverso la rappresentazione musicale e la riproduzione strumentale dei pensieri; ad accrescere i residui di competenza sociale attraverso l’attivazione nel gruppo di una rete di relazioni affettive sufficiente a determinare uno scopo comune.

L’azione è indirizzata secondo due distinte modalità che si integrano all’interno di uno stesso intervento:

  1. Somministrazione di brani musicali (musicoterapia recettiva) con l’obiettivo di trarre informazioni sulla “forma” sonoro/musicale dell’utente e guidarlo poi , con il movimento, nell’ armonizzare le rappresentazioni mentali del proprio corpo.
  1. Attività musicale creativa (musicoterapia attiva) nella quale la musica sarà prodotta dall’utente con l’obiettivo di indurre azioni significative che possano dare indicazioni sulla presenza di competenze cognitive, psicoaffettive, motorie, relazionali e sulle strategie da adottare per potenziarle/recuperarle. L’azione riabilitativa è favorita dall’inserimento degli utenti disabili all’interno di un gruppo composto anche da individui normodotati che fungono da mediatori terapeutici.

VALUTAZIONE INTERMEDIA

In sede di supervisione, e dipendentemente dalla diagnosi clinica, dalla diagnosi funzionale e dai protocolli di seduta, si procede al bilancio della situazione misurando il rapporto qualitativo tra diagnosi iniziale e situazione intermedia dell’utente attraverso i risultati dell’osservazione del MTP e dello terapeuta di riferimento su:

  1. Modalità di produzione sonora;
  2. Capacità manipolative con connesse risposte motorie ed emotive;
  3. Funzioni cognitive;
  4. Modalità relazionali;
  5. Modalità di ascolto e connessi comportamenti comunicativo-espressivi;
  6. Capacità di elaborazione verbale della esperienza sonora.

Tale rapporto qualitativo lo si confronta poi con il grado di validità dell’intervento misurabile attraverso:

  1. La pertinenza dell’obiettivo;
  2. L’efficacia dell’attività;
  3. L’adeguatezza degli strumenti;
  4. La rispondenza del metodo;
  5. Le difficoltà riscontrate dall’operatore nell’eseguire e nell’organizzare

VALUTAZIONE FINALE

In sede di supervisione si valuterà, attraverso i parametri indicati (v. valutazione intermedia) e mettendo in relazione il grado di incidenza dei fattori specifici riferibili all’intervento e i fattori aspecifi riferibili ad eventi esterni (v. ad esempio le incidenze derivate dalla famiglia), il grado di miglioramento della qualità della vita dell’utente e l’eventuale suo passaggio da una condizione clinica iniziale ad una condizione clinica successiva.